Prima volta

«Perché sei venuto in autobus?».
«Perché ieri ho trovato posto sotto casa… prima volta in 5 anni… col cazzo che la sposto».

In the mood for love

Mi rovino la reputazione di bastian contrario per dire che concordo con la cricca internazionale di critici che ha messo “In the mood for love” fra i primi tre film più belli del ventunesimo secolo. Geniale l’idea di raccontare il dramma sentimentale di due vicini di casa senza mai mostrare né il marito di lei né la moglie di lui. Ma soprattutto è stupefacente e ipnotizzante il fatto che, con il suo lavoro di regia, Wong Kar-wai riesce a fare in modo che il non-mostrato parli con una forza persino maggiore di ciò che viene mostrato. Sembra taoismo applicato al cinema. Trenta raggi convergono sul mozzo, diceva Lao Tse, ma è quel vuoto centrale che rende utile la ruota. 90 minuti di immagini vengono gettati sullo spettatore, sembra dire Wong Kar-wai, ma sono quei 30 minuti lasciati all’immaginazione che caricano di fascino la visione.

W. Szymborska – Grande numero – p. 17