Per favore non chiamatelo amore

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È un thriller esistenziale tragicomico, sospeso tra il surreale e il demenziale. Il non-protagonista è un non-uomo che distrutto dalla non-fine di un non-amore si vede costretto a una fuga che si rivelerà un non-viaggio verso i fantasmi del non-passato. L’assassino è il sindaco di Sheerness. Lo si può svelare perché a creare la suspense è l’affiorare qua e là di nuove consapevolezze non-cercate.
 
«Ciò che soprattutto convince di questo racconto è il gioco esibito delle parole e delle immagini: poiché il protagonista “odia quella ragazza con tutta la forza del suo amore”, su questa iperbolica e insanabile contraddizione Velluto dà forma e stile alla vicenda. Il metaforico (“la giostra dei miei pensieri malconci”), il sentimentale (“sotto un sole anemico il mare si trascinava stanco”), l’allegorico (“amore punge, gratta, ferisce, uccide”) costituiscono il tessuto tanto esagerato e delirante quanto sorridente della storia».
(ALESSANDRO CASTELLARI, Repubblica)
 
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