Posts for Tag : anarchismo

Un filino di angoscia

La Commissione europea ha detto che “L’appartenenza all’euro è irreversibile”. Di fronte a un’arroganza così disgustosa provo un filino di angoscia. E pensare che noi occidentali guardavamo dall’alto in basso i poveri tapini sudditi dell’Unione Sovietica. Stalin era un anarchico e un democratico, in confronto alle non-menti della cricca a-politica finanziaria che opprime i popoli europei.

Quel piede che fuoriesce: tre risposte a tre recenti affermazioni di Bertinotti

«Faccio fatica a dirlo, ma io appartengo a una cultura che ha pensato che si potessero comprimere – almeno per un certo periodo – i diritti individuali in nome di una causa di liberazione. Abbiamo pensato che se per un certo periodo era necessario mettere la mordacchia al dissenso, eh, beh, ragazzi, c’era la rivoluzione!»

Nobile questo tuo desiderio di non comprimere nessuno, ma di fronte a minoranze che comprimono la maggioranza, come si fa a ipotizzare di liberare la maggioranza senza comprimere quella minoranza che la comprime? Il vertice e la base hanno interessi talmente opposti che una sintesi è impensabile…

«Io penso che la cultura liberale – che è stata attenta più di me e della mia cultura all’individuo, alla difesa dei diritti dell’individuo e della persona contro il potere economico e contro lo Stato – è oggi indispensabile per intraprendere il nuovo cammino di liberazione».

Se anziché “la cultura liberale” avessi detto “la cultura anarchica” sarei d’accordo. La cultura liberale venera il Mercato, che dell’individuo se ne fotte…

«Noi tutti siamo con un piede in un mondo che conosciamo e con un piede in un mondo che fuoriesce totalmente dal nostro quadro di conoscenze».

Mi fa piacere che tu ti sia finalmente fatto la pagina facebook, era ora…

(fonte: http://goo.gl/fy5rm2)

In ogni caso nessun rimorso

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Ho cominciato a leggere “In ogni caso nessun rimorso”, romanzo di Pino Cacucci, racconta la storia di Jules Bonnot, 1876-1912, nato in Francia in una famiglia poverissima, attivista anarchico, fondatore della Banda Bonnot, che derubava banche e super ricchi, a Londra è stato autista di Arthur Conan Doyle, morto durante uno scontro a fuoco con la polizia, nel 1969 P. Fourastié gli ha dedicato un film, “La banda Bonnot, in cui la parte di Bonnot la fa Jacques Brel, il cantautore, era da un po’ di anni che avevo deciso che l’avrei letto, sto libro, mica per Bonnot, neanche sapevo chi fosse, è il titolo che mi aveva convinto, “In ogni caso nessun rimorso”, bellissimo, è almeno il 50%, in un libro, il titolo.

Lavorare tutti per lo stesso fine, ma separati, dice Pessoa

Più che un racconto, “Il banchiere anarchico”, di Pessoa, è un manifesto teorico-pratico dell’anarchismo. La tesi è questa: nell’attesa che una rivoluzione sociale collettiva dia inizio alla società libera facendo crollare tutte le finzioni sociali su cui si fonda la società borghese (il denaro, lo stato, ecc.), l’unica cosa sensata che un individuo può fare è liberare se stesso lottando contro le finzioni sociali da solo, perché lottare contro le finzioni sociali in gruppo significherebbe creare nuove finzioni sociali. Lavorare tutti per lo stesso fine, ma separati. Liberando me stesso, ho fatto il mio dovere sia verso di me che, contemporaneamente, verso la libertà.
Sono un’esperienza davvero stupefacente per il cervello, quelle 30 pagine di Pessoa. Se poi si considera che sono state scritte nel 1922, vien da dire «Cazzo Pessoa, ma quanti secoli eri avanti?». E anche: «Ma come hai fatto, Pessoa, a convivere con i tuoi contemporanei?».

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