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Fare giustizia

Benessere = illusione di indipendenza = scarso interesse per gli altri = isolamento = criminalità = autoritarismo.
Il vuoto tra le persone è il fondamento della criminalità e delle varie forme di autoritarismo.
Sia chi delinque, sia chi invoca un potere autoritario che lo protegga, è una vittima del suo essere isolato.
Per uscire da questa situazione la prigione non può essere d’aiuto: è soltanto una Università del Crimine che somministra intenzionalmente inutili sofferenze alle persone.
Servono misure alternative. Bisogna intensificare i rapporti tra le persone, soprattutto i rapporti tra vicini. Bisogna decentrare ogni forma di potere. Le città andrebbero suddivise in “villaggi” in cui tutti conoscono tutti, incluso il poliziotto del “villaggio”.
Se mi rubano la bicicletta, io non voglio che la persona che me l’ha fregata vada in galera, voglio semplicemente indietro la mia bici. E voglio vederlo in faccia, quello che me l’ha fregata. E voglio che mi aiuti a rimetterla a posto, se è danneggiata.
Questo è fare giustizia, non infliggere inutile sofferenza a chi me l’ha fregata.
L’ha detto Nils Christie, sociologo norvegese, al V3Day.
Eh sì, proprio fascisti, sti 5 stelle.
La critica del carcere è notoriamente un classico del totalitarismo antidemocratico mussoliniano.
Ma andate a fanculo, diffamatori di professione.

Il problema principale

freedom

La prigione, il più delle volte, è dannosa per gli individui; esiste per far soffrire le persone, che effettivamente soffrono. La cosa importante nella politica carceraria di un qualsiasi paese civile sarebbe cercare misure alternative al carcere. La maggior parte dei carcerati vengono dalle fasce più basse della popolazione: sono poveri che hanno troppo di niente: sono persone prive di denaro, prive di scolarizzazione, prive di abitazione, e molto spesso sono soli, senza familiari, senza coniuge, senza figli. Penso che ci siano alcuni atti nei confronti dei quali gli stati devono reagire, ma il problema principale è far sì che la condizione di queste persone diventi migliore di quella in cui si trovavano prima che compissero gli atti che hanno portato alla loro condanna.

Nils Christie, sociologo norvegese, in un intervento su beppegrillo.it. La foto è di Russell Higgs.