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Forse

Forse Tsipras l’ha sempre saputo, che l’insopportabile arroganza dell’Impero Zoppo Europeo lo costringerà a far uscire la Grecia dell’euro, ma ha deciso di non metterla nel programma, l’uscita dall’euro, per non compromettere la sua elezione spaventando quei poteri (tanti) che l’avrebbero ostacolato e quegli elettori (tantissimi) che si lamentano di tutto ma che hanno paura di ogni cambiamento (anche minimo). Se è così è un grande. Che farà tante cose buone per tanti. Anche al di fuori della Grecia. Se non è così assisteremo alla solita nauseante storia del lupo che arrivato al governo diventa un bove da latte.

Un filino di angoscia

La Commissione europea ha detto che “L’appartenenza all’euro è irreversibile”. Di fronte a un’arroganza così disgustosa provo un filino di angoscia. E pensare che noi occidentali guardavamo dall’alto in basso i poveri tapini sudditi dell’Unione Sovietica. Stalin era un anarchico e un democratico, in confronto alle non-menti della cricca a-politica finanziaria che opprime i popoli europei.

Subito

Eh, ma io devo uscire subito, devo andare a fare il mio dovere contro l’Euro, sono molto in ritardo, il banchetto per la raccolta firme a Bologna cominciava alle 15, avrei voluto essere il primo, a firmare, cazzo… dài, vacci anche tu, a firmare, qua bisogna cambiare tutto, e l’Euro è la pietra angolare, quella che bisogna togliere per far crollare l’edificio creando così lo spazio per costruirne un altro, il banchetto a te più vicino puoi cercarlo da qui.

Il mio bisogno primario

L’euro è una minchiata, dal punto di vista economico-finanziario, l’hanno spiegato in tanti, con argomenti molto convincenti, ma il motivo principale per cui non lo voglio più non è economico-finanziario, non lo vorrei più neanche se qualcuno mi dimostrasse che in realtà converebbe tenerselo, non lo voglio più perché non sopporto più di vedere che una banca privata umilia con il suo strapotere ogni istituzione democratica, non lo voglio più perché non sopporto più di vedere che tutte le istituzioni democratiche si lasciano umiliare da una banca privata, non lo voglio più perché il mio bisogno primario è sentirmi parte di un popolo che abbia dimostrato che la propria libertà e la propria dignità vengono prima di ogni interesse.

Un po’ come diventare antifascisti il giorno dopo la caduta del fascismo

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