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Se lo merita proprio

Comunque una società che non è neanche capace di integrare i suoi cittadini (abbandonati alla miseria e alla disoccupazione) se lo merita proprio di essere messa in crisi da un’ondata di poveri che premono alle frontiere per essere integrati. È un po’ come quando, uno che è stronzo, la vita lo porta a sbattere contro una stronzaggine più grande della sua.

Chi?

La destra vuole fermare i barconi, la sinistra vuole fermare il razzismo, ma… la globalizzazione, che è la causa, chi la fermerà?

Non abbiamo il coraggio di ammetterlo

Noi ex-cittadini delle ex-democrazie occidentali ci troviamo in una situazione davvero assurda: la nostra “economia” è fondata sull’impoverimento altrui attraverso il furto legalizzato (globalizzazione), ma la refurtiva finisce tutta nelle mani delle cricche finanziarie che hanno acquisito il controllo assoluto della società, cosicché, a noi comuni mortali, arriva solo qualche briciola in cambio di schiavitù. È per questo che i barconi di africani disperati suscitano in noi reazioni emotivamente così scomposte: la disperazione che c’è nei loro occhi è uno specchio della disperazione che c’è nei nostri, di occhi, anche se non abbiamo il coraggio di ammetterlo. Dovremmo prenderne atto: apparteniamo alla stessa classe sociale, la classe di quelli che non contano un cazzo.

L’altra faccia del colonialismo

Il buonismo sull’immigrazione è l’altra faccia del colonialismo: accogliamo senza limiti per dare una sciacquatina alla coscienza, illudendoci di poter rimandare all’infinito il momento della resa dei conti, che prima o poi arriverà, costringendoci a pagare i nostri crimini economici tutti in una volta, in modo catastrofico-traumatico, per non esser stati capaci di invertire la rotta smantellando le dinamiche colonialiste tuttora imperanti.

Tutti sti radical-chic di merda

Mi disgustano quelli che di fronte all’emergenza umanitaria in corso dimenticano il criminale colonialismo mai finito e si lasciano andare al razzismo che evidentemente prima reprimevano, ma mi disgustano altrettanto tutti sti radical-chic di merda che fanno i superiori bollando come “razzista” chiunque osi dire che l’immigrazione è un “problema”. Superiori non lo sono per niente, sono soltanto incapaci di empatizzare con chi sta peggio di loro. E incapaci di empatizzare lo sono perché è un problema che mai li toccherà. Queste masse che vengono a cercare un futuro laddove non c’è più, a dormire non andranno nei giardini delle loro ville. A studiare non andranno nelle università americane dove loro mandano i loro figli. E per trovare un cazzo di lavoro non dovranno competere coi loro figli, che il posto lo conquistano nel momento in cui nascono. Se l’Australia è un paese così benestante, per dire, è perché sono pochi. E se sono pochi è perché da tempo sono rigidissimi sull’immigrazione. Il problema è reale, per chi non è reso cieco dai suoi privilegi.