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Clamorosa scoperta riguardo all’origine della rabbia dei popoli verso i governi

È bastata una citazione in latino non tradotta per farmi decidere di abbandonare “Storia dell’eternità” di Jorge Luis Borges. A pagina 24.

Senz’altro un’esagerazione, la mia. Ma quel suo modo di scrivere, che pare mirato a esibire cultura più che a comunicare qualcosa, mi ha fatto rivivere l’enorme rabbia che ho provato di fronte a tutti quei libri inaffrontabili che mi sono sorbito ai tempi dell’università, protestando solo interiormente, senza mai decidermi ad abbandonare un’esperienza che si era già chiaramente rivelata insignificante.

Insomma, il mio precoce addio a Borges, più che un’azione, è stata una reazione, provocata dalla mia rabbia verso l’accademismo, a sua volta è provocata dalla mia rabbia verso di me per non averne preso le distanze. E io che pensavo di essere arrabbiato con Borges!

Interessante la prima conclusione che emerge: la rabbia di oggi scaturisce dalla rabbia di ieri.

Ma soprattutto è interessante la seconda: la rabbia verso qualcosa ha il suo fondamento nell’incapacità di prendere le distanze da quella cosa.

Ancor più interessanti sono poi le possibili applicazioni della seconda conclusione. Per esempio: la rabbia dei popoli verso i governi ha origine dall’incapacità dei popoli di prendere le distanze dai governi.

Oppure: la rabbia dei figli verso i genitori ha origine dall’incapacità dei figli di prendere le distanze dai genitori. E la rabbia verso il marito… e la rabbia verso la moglie… ecc. ecc. ecc. … ai coraggiosi l’ardua applicazione della seconda conclusione.

Velluto in preda a un moto di ribellione di fronte alle prime dieci pagine di “Storia dell’eternità” di Jorge Luis Borges

Quest’idea della lettura come ricerca della conoscenza, e della scrittura come resoconto di quella ricerca, è una deformazione scolastica che produce aspettative sbagliate e libri pallosissimi. La ricerca della conoscenza deriva dall’aprirsi alla vita, non dall’aprire un libro. La lettura è un modo di cercare ispirazione, e la scrittura è un modo di usare l’ispirazione.

(questo pensiero è nato in me dopo le prime dieci pagine di “Storia dell’eternità”, di Jorge Luis Borges. Del resto parto sempre prevenuto, all’inizio di un libro, soprattutto se è un autore che tanti considerano un must)