Posts for Tag : letteratura

Di quelle che proprio…

«Ma no, è bellissimo come titolo… una donna che storce il naso di fronte a un titolo così è una femminista… ma una femminista di quelle che proprio…» (una donna) ‪#‎LeSorelleKagacazov‬

Si potrebbe

È bellissimo scrivere in terza persona, si ha la sensazione di muoversi in uno spazio infinito, in cui ad ogni passo si aprono migliaia di strade, tutte possibili e tutte interessanti. La si potrebbe proporre come terapia agli eterni indecisi, la scrittura di una storia in terza persona: uno che non è capace di scegliere, o impazzisce o guarisce.

Selfie mentale ovvero domande fotografate senza veli nel mentre che si aggirano nel mio cervello

Pensare che i personaggi di un’opera d’arte possano essere costruiti dall’autore osservando dall’esterno le persone reali per poi crearne una rappresentazione oggettiva è realistico o è una folle presunzione che necessariamente porta a una finta oggettività nella quale di fatto ogni personaggio è un alter ego dell’autore? Eppoi: perché mai l’arte, che può tutto, dovrebbe limitarsi alla rappresentazione della realtà? Infine: i personaggi più memorabili non sono forse personaggi che di verosimile non c’hanno nulla, tipo i soldati di “Mediterraneo”, che sono al tempo stesso soldati e anarchici?

Non è stato facile

«A poco più di settant’anni dalla morte, Fernando Pessoa è diventato il poeta universalmente conosciuto. Eppure, il cammino verso la definitiva consacrazione non è stato facile, soprattutto perché il suo discorso poetico si presenta di non facile lettura, PER IL TURBAMENTO INTERIORE CHE INDUCONO I SUOI VERSI».

Verso una meta ignota in assenza di mappe

Muoversi attraverso una storia, seguendo il mutare delle situazioni che vivono i personaggi, significa passare da un luogo psichico a un altro, percorrendo un itinerario che, come ogni itinerario, soggiace alla legge di contiguità: così come, se stai pedalando sui colli di Bologna, dieci minuti dopo non puoi essere su una spiaggia della Sardegna, allo stesso modo, se un personaggio si trova nella situazione A, dieci minuti dopo non può essere nella situazione D, senza esser prima passato da B e da C. Saper scrivere una storia significa esser capaci di trovare dentro si sé la strada da A a B senza sapere dove sia B: si procede a tentoni, si sbaglia strada, ci si incazza, si torna indietro, ci si illude di averla trovata, si crolla esausti, ci si stanca di cercarla, si prega e si bestemmia. E quando finalmente si arriva a destinazione è sempre una sorpresa. Viaggiare con l’immaginazione verso una meta ignota in assenza di mappe, ecco cos’è scrivere

P.S.
Da questo punto di vista, bisogna riconoscere che l’espressione “letteratura come cartografia dell’anima”, che da qualche parte l’ho sentita, suona sì fastidiosa, perché fa pensare a un critico letterario antipaticissimo che se la tira, ma è portatrice di verità