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Era ora!

“In Medio Oriente gli americani sono il problema”, dice Giarrusso (M5S), “non la soluzione”. Era ora che qualcuno lo dicesse!

Nel loro habitat

Da quando han sventato il pericolo di un secondo boom del M5S son svaccatissimi i mass media, nel loro habitat, la distrazione di massa.

Quasi commosso

Da quando la legge elettorale è stata dichiarata incostituzionale e, di conseguenza, il Parlamento è diventato illegale, il motto dei parlamentari 5 Stelle è diventato #TuttiACasaInclusiNoi. Capaci di mandare a fanculo tutto e tutti, anche se stessi. Sono ammirato. Quasi commosso. Siamo al vaffanculo mistico.

Davvero

Ascoltando Paola Taverna che fa a pezzi Pir-Letta e Berlusconi, concludendo con un “Voi non siete niente” rivolto alla Casta, e ascoltando Alessandro Di Battista che, commentando la tragedia di Lampedusa (centinaia di migranti morti), afferma la necessità di riconoscere che “La ricchezza dell’Europa si basa sul genocidio”, per poi essere conseguenti, introducendo leggi per bloccare le multinazionali responsabili di quella sistematica depredazione del Terzo Mondo che è la causa dei tragici e ingestibili fenomeni migratori attuali, appare evidente che, con l’ingresso in Parlamento del MoVimento 5 Stelle, è DAVVERO cambiato qualcosa. La politica sta pian piano riacquistando senso.

Se alle prossime elezioni ci sarà un secondo boom del M5S, ancora più eclatante di quello straordinario 25% del febbraio 2013, e sufficiente a rendere possibile un governo del M5S, l’angosciante tormentone del “tanto non cambia mai niente” che ci annichilisce da decenni, andrà in pensione, finalmente, e sarà possibile migliorare realmente le condizioni di vita di tutti gli italiani.

In caso contrario, meritano DAVVERO di restarci e di affogarci, nella loro merda, gli italiani.

Paola Taverna (10 minuti):

Alessandro Di Battista (2 minuti):

A proposito dell’idea che il M5S avrebbe dovuto allearsi con il Pd

grillo bersani

Il dialogo è una bellissima idea, ma è anche un sitema completamente inattuabile per realizzare riforme radicali. Il dialogo presuppone l’esistenza di due interlocutori, ed i nostri obbiettivi sono troppo dannosi agli interessi delle classi dominanti di questo paese, o comunque li mettono troppo alle strette perché il dialogo possa portare ad altro che non a un suicidio politico.

(Stephen Saltonstall, nel libro “Le voci degli hippies”, a cura di Jerry Hopkins, 1968)