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Sola in mezzo a miliardi di stelle

No Sara, questa cosa non si può fare, io finalmen­te faccio progetti, mi metto in viaggio, riesco addi­rittura a rispettare la regola di non scriverti più di due lettere al giorno, e tu subito ti metti in mezzo, non è giusto, e in ogni caso non è il momento, e tu luna smettila di piagnucolarmi addosso, smettila su­bito, sempre lì a invidiare il sole perché brilla di luce propria, lui, sei una stupida, la tua natura è ri­fletterla la luce, se tu rifiuti la tua natura per forza poi stai così male da sentirti sola in mezzo a miliardi di stelle, non capisce proprio un cazzo la gente, meno che meno i pianeti.

Per favore non chiamatelo amore, p. 13

Velluto ti legge “Spiccioli” di Giovanni Nadiani

L’incipit, che è molto felliniano: un uomo solo che urla contro il nulla avvolto di nebbia che c’è al di là della sua finestra:

#PerFavoreNonChiamateloAmore

Che dire? Che mio padre sta leggendo il tuo romanzo? (lui che non li legge mai i romanzi). Che io mi sono in alcuni punti sbellicata fino alle lacrime? È una delle cose contemporanee migliori che mi è capitato di leggere. E – la cosa più importante – ci sono pensieri dietro alle parole.

Lina Menazzi, in un messaggio privato, cioè, era privato.

La pagina dove puoi scoprire di più di “Per favore non chiamatelo amore” è questa.

C’ho i miei tempi, io

A distanza di quindici mesi dall’uscita di “Per favore non chiamatelo amore” sono finalmente riuscito a formulare una risposta che mi soddisfa alla domanda che spesso mi hanno fatto: «Ma che tipo di romanzo è?». Fino adesso la mia risposta è stata «È un romanzo figo». E non soltanto perché sono scemo, è che proprio non le trovavo, le parole per inquadrarlo, c’ho i miei tempi, io, ci metto un sacco, a trovar le parole, del resto, se c’avessi il dono dell’immediatezza, chi cazzo me lo farebbe fare di passare ore e ore a scrivere? Eccole:

“Per favore non chiamatelo amore” è un thriller esistenziale tragicomico sospeso tra il surreale e il demenziale. Il non-protagonista è un non-uomo che distrutto dalla non-fine di un non-amore si vede costretto a una fuga che si rivelerà un non-viaggio verso i fantasmi del non-passato. L’assassino è il sindaco di Sheerness. Lo si può svelare perché a creare la suspense è l’affiorare qua e là di nuove consapevolezze non-cercate.

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Per favore non chiamatelo amore secondo l’editore (2)

Video di 30 secondi. Estratto dalla registrazione del “Per favore non chiamatelo amore live @ Libreria Irnerio”, Bologna, 10 marzo 2012:

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